MILANO, DOPO LE VIOLENZE DEL WEEKEND: NON LI ABBIAMO VISTI ARRIVARE. MA DOVE ERAVAMO?

Sicurezza, legalità e un vero piano per le periferie: servono interventi concreti, non soltanto risposte all’emergenza.

Sabato e domenica Milano ha vissuto momenti di violenza e devastazione. Scontri con le forze dell’ordine, vetrine distrutte, negozi danneggiati e arredi urbani vandalizzati.

Agli agenti e a tutti gli operatori delle forze dell’ordine impegnati quotidianamente a garantire la sicurezza dei cittadini. Ai commercianti colpiti, a chi ha subito danni e a chi teme per la propria attività. Nessuno deve essere lasciato solo davanti alla violenza.

Il diritto di manifestare è sacrosanto. Ma nessuna rivendicazione può giustificare aggressioni, saccheggi e devastazioni. Chi commette reati deve risponderne. La legalità non è negoziabile.

Ma c’è una domanda che dobbiamo avere il coraggio di porci: possiamo limitarci a intervenire quando l’emergenza è già esplosa?

LE PERIFERIE NON NASCONO IN UN GIORNO

Il disagio sociale, il degrado abitativo, le difficoltà delle famiglie, la povertà educativa e la mancanza di prospettive per tanti ragazzi sono problemi che si accumulano da anni.

Ignorarli non li fa scomparire. Intervenire soltanto quando esplodono fatti di cronaca significa essere arrivati tardi. Da amministratore pubblico e componente della Direzione nazionale di Progetto Civico Italia, credo che serva una strategia concreta per Milano e per tutte le periferie metropolitane.

Non possiamo limitarci a giudicare ciò che accade senza interrogarci anche sulle condizioni in cui crescono i ragazzi, sulla situazione delle famiglie e sulle opportunità che vengono offerte nei quartieri più fragili. Questo non significa giustificare la violenza. Significa affrontare il problema nella sua complessità, senza rinunciare alla fermezza.

LE PROPOSTE PER CAMBIARE DAVVERO LE PERIFERIE

Recuperare gli alloggi popolari vuoti e fatiscenti, accelerare le manutenzioni, assegnare gli appartamenti disponibili a chi ne ha diritto e aumentare l’offerta di affitti accessibili per giovani, famiglie e lavoratori.

Non è accettabile che esistano abitazioni inutilizzate e degradate mentre tante persone non riescono a trovare una casa dignitosa. Investire negli edifici pubblici, nell’illuminazione, nella pulizia, nei parchi e negli spazi comuni. Recuperare le aree abbandonate, contrastare il degrado e restituire gli spazi pubblici ai cittadini, garantendo il rispetto della legge e dei diritti di tutti.̀

Rafforzare i controlli nelle aree più critiche, migliorare il coordinamento tra forze dell’ordine e polizie locali e contrastare spaccio, aggressioni e attività illegali.

Servono risorse, strumenti adeguati e una presenza costante sul territorio. Chi indossa una divisa per proteggere i cittadini deve poter contare sul sostegno delle istituzioni.

Sostenere le attività colpite da vandalismi e danneggiamenti, rafforzare la sicurezza nelle zone commerciali e favorire la riapertura dei locali sfitti. I negozi non sono soltanto attività economiche: sono presidi di socialità, lavoro e sicurezza. Un quartiere senza negozi e senza vita diventa più fragile.

Investire nelle scuole, nei centri di aggregazione giovanile, nello sport e nella cultura. Aumentare la presenza degli educatori di strada e rafforzare la collaborazione tra famiglie, istituzioni, associazioni e terzo settore. Dobbiamo intercettare il disagio prima che diventi esclusione, marginalità o violenza. Ogni ragazzo deve avere la possibilità di costruirsi un futuro, indipendentemente dal quartiere in cui nasce.

Comuni, Città Metropolitana, Regione e Stato devono lavorare insieme, coinvolgendo scuole, associazioni, imprese e cittadini.

Occorrono un programma pluriennale, risorse certe, obiettivi misurabili e responsabilità precise. Non interventi occasionali, ma una politica capace di seguire i quartieri nel tempo e verificare i risultati raggiunti.

SICUREZZA E GIUSTIZIA SOCIALE NON SONO ALTERNATIVE

La repressione è necessaria contro chi delinque. La prevenzione è indispensabile per evitare che intere generazioni crescano senza opportunità. La solidarietà sociale non deve diventare una giustificazione della violenza. Allo stesso modo, la sicurezza non può ridursi a uno slogan.

Dobbiamo difendere chi lavora, chi rispetta le regole, chi vive onestamente e chi ogni giorno si impegna per la propria comunità. Dobbiamo anche avere il coraggio di intervenire sulle cause del degrado, recuperare gli spazi abbandonati e offrire ai giovani alternative concrete.

Una città più sicura si costruisce ogni giorno: con la fermezza contro chi delinque, con il sostegno alle forze dell’ordine, con la tutela dei commercianti e con politiche capaci di restituire futuro alle periferie.

Rino Pruiti
Componente della Direzione nazionale di Progetto Civico Italia

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