Il vento cambia davvero.

Rubu rubacuori e Berlusconi[di Maurizio Carbonera] Ho avuto la curiosità di andare a leggere il Programma del Candidato Sindaco di Milano Giuliano Pisapia, in particolare riferito alla Famiglia, perché qualcuno ritiene che quella parte politica voglia mettere in discussione l’istituto della famiglia.

Da parte di queste persone si preferisce suggerire di sostenere politicamente personaggi che hanno divorziato più volte e che si accompagnano con ragazze che per la loro età potrebbero essere nipoti.

Non ritenendo, queste persone, che la famiglia viene anche messa in discussione dalle scarse testimonianze della virtù domestica, dalla pochezza dei sostegni e degli aiuti, dall’abbandono in cui vive la famiglia davanti ai propri problemi, dalla precarietà o l’assenza del lavoro, dagli orari di lavoro impossibili considerando che ormai lavorare di domenica è diventato normale, dai cattivi esempi, dalla mancanza della possibilità di acquistare una casa, ecc
NOTA BENE: Il campione delle Famiglie, S.B., con le ultime decisioni del Governo ha tagliato il Fondo per le politiche della famiglia dell’85%, il Fondo per le politiche sociali del 92,5%, il Fondo affitto dell’84%, il Fondo servizi infanzia del 100%.
Maurizio Carbonera
Allego il Programma di Pisapia, punto riferito alla Famiglia, perché ciascuno abbia la possibilità di farsi un giudizio autonomo non mediato da interessi di parrocchia.
Le politiche per famiglie
Gli indirizzi di fondo sono:

• forte investimento sugli asili e le scuole per l’infanzia e sulla loro qualità;

• un adeguamento degli interventi per le persone non autosufficienti e disabili;

• una politica delle tariffe dei servizi sociali rigorosamente improntata al rapporto reddito/carico
familiare;

• promuovere l’approccio di rete nel sistema dei servizi e la valorizzazione del lavoro e delle
competenze degli operatori/ operatrici. Incontro domanda offerta di sanità leggera (dentista, ginecologo, pediatra, geriatra, oculista, ortopedico, geriatra ecc) a prezzi calmierati. Sostegno alle forme di associazione dei medici di famiglia;

• prevedere forme di sostegno al genitore separato che dovesse risultare temporaneamente
senza una casa e/o con ridotte capacità economiche, condizione cui spesso si aggiungono crisi depressive, in base alle condizioni di necessità di aiuto: è una delle “nuove povertà” in aumento.

Vogliamo riorganizzare il sistema e i servizi comunali attorno ai Centri di Quartiere”, punti unici di accesso ai servizi, luoghi di animazione sociale e punto di ascolto e orientamento per i cittadini vulnerabili, riferimento per l’associazionismo e il volontariato strutturato, da cui far nascere e coordinare le reti. Nella logica del welfare comunitario i Centri di quartiere possono promuovere:


• conciliazione cura-lavoro o famiglia-lavoro, soprattutto dopo la fine dell’orario scolastico e nei
lunghi periodi di ferie. Le risposte potrebbero essere la creazioni di network di sostegno reciproco tra famiglie (modello banca del tempo), la valorizzazione del volontariato (soprattutto anziani giovani soli) e la condivisione del care giver a pagamento (tata o babysitter);

• percorsi di formazione professionale e linguistica per le 60/80.000 badanti e tate stimate in città,
oggi in regola ma prive, per esempio, di conoscenze dei meccanismi di welfare.

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