INSULTARE UNA DONNA PER LE SUE IDEE È SEMPRE SBAGLIATO. ANCHE QUANDO SI CHIAMA GIORGIA MELONI.
Si può essere ferocemente contrari a Giorgia Meloni, al suo Governo e alle sue politiche. Io stesso, politicamente, sono dall’altra parte.
Ma c’è un limite che non dovrebbe mai essere superato: quello della dignità della persona.
Leggere sui social parole come “nana”, “caciottara”, “è venuta a infestare il nostro mare”, riferite a una donna che si trova in vacanza con la propria figlia, non è critica politica. È insulto. E quando una persona viene descritta come qualcosa da “disinfettare”, siamo davanti a un linguaggio che disumanizza.
Questo vale per Giorgia Meloni come per qualsiasi altra donna.
Non esiste una doppia morale: gli insulti sessisti non diventano accettabili perché la vittima appartiene allo schieramento politico che non condividiamo.
La politica deve essere dura, anche durissima. Si possono contestare decisioni, idee, comportamenti e risultati. Ma non si deve trasformare l’avversario in un bersaglio da umiliare.
E soprattutto, se diciamo di voler combattere la violenza verbale contro le donne, dobbiamo farlo sempre, non soltanto quando la donna che viene insultata ci è politicamente simpatica.
Io sono un avversario politico di Giorgia Meloni.
Ma prima ancora sono un uomo delle istituzioni. E difendere la dignità delle persone, anche di chi la pensa diversamente da me, viene prima della politica.
Su questo non faccio sconti a nessuno.
Rino Pruiti
Sindaco di Buccinasco
Consigliere Metropolitano Delegato Milano
SECONDO ME… NON SI SA PIÙ VERAMENTE CHI DIAVOLO SCEGLIERE!
Ha perfettamente ragione.
Ma purtroppo l’educazione non si sa se ancora esiste e quello che mi lascia perplessa che chi scrive sicuramente non è un ragazzino