La morte di un boss non cancella la mafia. E nemmeno gli inchini sui social

Domenico Papalia è morto dopo 49 anni di carcere. Una figura centrale della ’ndrangheta che per decenni ha segnato anche la storia criminale del nostro territorio.

Da Sindaco lo dico senza ambiguità: non c’è nulla da celebrare, nulla da mitizzare e soprattutto nulla davanti a cui fare “l’inchino”.

Eppure, anche sui social, c’è chi trasforma un boss in un personaggio da celebrare, chi ne esalta la figura, chi minimizza le sue responsabilità o prova a costruirgli attorno una rispettabilità malata e complice.

A questi “cari concittadini” voglio dirlo forte e chiaro: quell’inchino non è folklore. È un messaggio. Ed è un messaggio mafioso.

La mafia non si combatte soltanto con arresti e sentenze. Si combatte anche rifiutando la cultura mafiosa, il culto del boss, l’omertà e la fascinazione per chi ha scelto la criminalità.

E attenzione alle parole: Buccinasco non è “Cosa Nostra”. Buccinasco è cosa nostra nel senso più bello e democratico del termine: è casa nostra, è la nostra comunità, è dei cittadini onesti.

Davanti alle mafie non ci si inchina mai.

MAI !


Rino Pruiti
Sindaco di Buccinasco MI

Consigliere Metropolitano di Milano
Delegato alla Legalità

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