#BUCCINASCO: BASTA CON LE BECERE STRUMENTALIZZAZIONI RESTIAMO UMANI!

Un ragazzo questa mattina si è sentito male e in attesa dell’arrivo dell’ambulanza si è sdraiato su un prato. Cosa gli è accaduto? Chi è? Qualcuno ha chiamato i soccorsi? Non si è posta alcuna domanda (o comunque non l’ha fatto sapere) la persona che ha pensato invece di pubblicare la foto del giovane su Facebook commentando “I parchi iniziano a diventare dormitori” e generando altri numerosi commenti razzisti e molti like, anche per “rimproverare” il sindaco e tutta la maggioranza di sinistra (come scritto dal consigliere di Forza Italia Luigi Iocca) “per la scelta irresponsabile e disumana di accogliere queste persone sul nostro territorio senza poter garantire loro preliminarmente vitto e alloggio”. Continua a leggere

#BUCCINASCO I giovani profughi nella casa confiscata e la convivenza (quotidiana) con il boss

CORRIERE DELLA SERA – di Cesare Giuzzi – Se non fosse per quel cartellone con i nomi di tutte le vittime delle mafie attaccato al cancello d’ingresso, qui tutto sembrerebbe normale. Per quanto normale possa essere vivere con un boss della ‘ndrangheta come vicino di casa. Anzi quasi come padrone, visto che Sandro, Daniela e i loro sei «figli» acquisiti — profughi minorenni arrivati da Gambia e Mali — vivono nell’altra metà di casa Papalia, quella confiscata dallo Stato dopo le ultime indagini sul clan di Buccinasco.
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