Orti della mafia, a #Buccinasco torna la paura: spunta un deposito di amianto

di FRANCESCA GRILLO — Buccinasco (Milano), 2 marzo 2017 – “Una situazione gravissima, che ci impone un intervento immediato, deciso e risoluto”, afferma il sindaco Giambattista Maiorano. I lavori di abbattimento degli orti di via dei Lavoratori, gli appezzamenti di terreno chiamati “gli orti della mafia”, impiegheranno più tempo del previsto. La causa: il ritrovamento di diverse lastre di amianto. I tecnici dell’azienda incaricata di smantellare gli abusi edilizi costruiti dal 2006 a oggi hanno trovato nascoste sotto teli una ventina di lastre di amianto. Alcune integre, altre fatte a pezzi, altre ancora utilizzate come basamento per le baracche costruite dai proprietari. Ma quello che fa paura è altro: sugli argini della roggia che corre a lato degli orti, qualcuno ha utilizzato le lastre di amianto per creare delle sponde e direzionare meglio l’acqua, usata anche per le irrigazioni dei campi vicini.

Una situazione che desta preoccupazione, ma “niente allarmismi – sottolinea l’assessore alla Tutela ambientale, Rino Pruiti -. Certo, la situazione è preoccupante ma siamo intervenuti tempestivamente e gli uffici sono già all’opera per fare tutte le verifiche del caso”. Una preoccupazione legata al possibile inquinamento delle acque e dei terreni dovuto alla presenza di quelle lastre. “Dobbiamo procedere al più presto per escludere una compromissione dell’ecosistema legato a rogge e fontanili – prosegue Pruiti -. La roggia, infatti, attraversa diversi appezzamenti di terreno. Tutte le autorità competenti sono state allertate. Si tratta di un reato penale: discariche abusive, inquinamento, rifiuti pericolosi”. Ats e Arpa si occuperanno, nelle prossime ore, di verificare con urgenza se la zona necessita di una messa in sicurezza e se i lavori di abbattimento dovranno essere sospesi per poter procedere con le delicate operazioni di rimozione e smaltimento delle lastre. Burocraticamente, gli uffici comunali hanno inoltrato la comunicazione ai proprietari che hanno 7 giorni per rispondere.

Poi scatterà l’ordinanza e toccherà al Comune intervenire, addebitando poi ai proprietari dei terreni le spese (che si preannunciano importanti: dai 30mila a oltre 100mila euro se si scopriranno altri depositi). Una situazione che punta ancora il faro sugli orti che, in passato, sono stati lo scenario di vicende legate alla ‘ndrangheta: dall’essere rifugio di latitanti, a depositi di armi, a teatro di affari legati ai traffici di droga. “Che ci facevano tutte quelle lastre di amianto accatastate in un orto? – si chiede il sindaco – Da dove provenivano? Faremo un’ordinanza urgente perché tutto sia rimosso al più presto. Tutto questo dimostra come la nostra decisione di intervenire per il ripristino della legalità fosse più che giusta anche per la tutela della salute delle persone e dell’ambiente”.

IL GIORNO SUD MILANO – di FRANCESCA GRILLO – 2 MARZO 2017

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