Rino Pruiti, Assago Buccinasco Corsico Rozzano

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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Rino Pruiti (del 04/08/2010 - 14:12:57, in POLITICA, visitato 485 volte)

TravaglioC’è vita nel Pd ora che il Pdl scoppia? Nemmeno i rilevatori più sensibili, quelli in grado di captare il battito d’ali delle farfalle, riescono a cogliervi minime tracce di attività vitale. Anzi, più si sentono parlare i cosiddetti leader di quella che dovrebbe essere l’alternativa al regime che frana, più si capisce che non hanno nulla da dire.

Quando sono proprio al massimo dell’attività cerebrale non riescono ad architettare che governicchi tecnici, istituzionali, balneari, ammucchiatine ribaltoniste buone solo a evitare ciò che più di ogni altra cosa li terrorizza: le elezioni, anzi gli elettori. Abituati a far politica a tavolino, a prescindere dalla gente, non riescono nemmeno a immaginare qualcosa di decente che convinca gli italiani a votarli.

Soggiogati dall’incantesimo berlusconiano, non trovano parole che non siano già state confiscate da B. o che non provengano dal Jurassic Park della Prima Repubblica. Basta leggere l’intervista a Repubblica di quello che dovrebbe essere l’homo novus del Pd, Sergio Chiamparino, che ha 62 anni e s’iscrisse al Pci nel 1970. Il tenero virgulto ha un’idea davvero fulminante: “Ci vuole un congresso per dettare la nostra agenda”. Roba arrapante: già immaginiamo milioni di elettori elettrizzati che si accalcano alle porte transennate del congresso, ansiosi di visionare “la nostra agenda”.

Nazareno Gabrielli? O Buffetti? O Vagnino? Pelle o similpelle? Saranno previste agendine tascabili per i minori? E non è finita: “Si individuino – intima il virgulto – quattro problemi per avanzare proposte alternative for ti”. Anzi tre: “Il federalismo; le relazioni tra imprese e sindacati; il fisco”.

La prima parola d’ordine è già occupata da Bossi, la terza da B. e sulla seconda è meglio stendere un velo pietoso, visto che i Chiamparini fino al mese scorso erano innamorati persi di Marchionne, poi hanno scoperto chi è. L’idea di parlare di legalità non li sfiora neppure, anche perché metterebbe in fuga metà del partito, infatti quella bandiera se l’è fregata Fini.

Per capire qualcosa in questo manicomio organizzato è utile il saggio di Maurizio Viroli, La libertà dei servi: descrive il “sistema della corte” in cui lo strapotere del despota assorbe tutto e tutti quelli che vogliono contare qualcosa, tanto gli alleati e i servi quanto i presunti oppositori che finiscono col confinarsi nel recinto cortigiano, parlando solo di quel che vuole Lui e usando solo le sue parole.

Bisogna eleggere i membri laici del Csm? Non sia mai che si esca dal recinto: Lui ci manda i suoi avvocati, Bossi ci manda il suo avvocato, dunque il Pd ci manda l’avvocato di D’Alema. C’è da eleggere il vicepresidente del Csm? Si prende un bel democristiano che è stato sottosegretario di B, convive da una vita coi Cuffaro e i Cesa, ha salvato B. depenalizzandogli il falso in bilancio, escogitandogli il legittimo impedimento, votando tutte le leggi vergogna nessuna esclusa, e ora dice “basta conflitti fra politica e magistratura”. È una scempiaggine senza capo né coda, lo sanno tutti che i “conflitti” sono processi doverosamente istruiti dalla magistratura su politici ladri e mafiosi.

Ma chi li chiama “p ro c e s s i ” e non “conf litti” esce dal recinto della corte, non sia mai. C’è pure il rischio di innervosire il Pompiere della Sera e il capo dello Stato, così giulivi per l’elezione quasi unanime dell’ennesimo impresentabile in una istituzione di controllo (nell’italica corte, ogni robaccia che puzza lontano un miglio diventa Chanel numero 5 purché sia “condivisa”).

Intanto il capo dello Stato, stando ai boatos, blocca la nomina di Paolo Romani a ministro dello Sviluppo economico perché sarebbe in conflitto d’interessi per la sua precedente attività di editore televisivo. Oh bella: e perché non ci ha pensato due anni fa, quando Romani divenne sottosegretario delle Comunicazioni? E perché un piccolo conflitto d’interessi dovrebbe impedire a Romani di fare il ministro e uno smisurato conflitto d’interessi non dovrebbe impedire a B. di fare il presidente del Consiglio? Semplice: perché, a corte, Lui è lui e noi non siamo un cazzo.

4 agosto 2010-il FATTO Q

 
Di Rino Pruiti (del 30/07/2010 - 09:04:15, in POLITICA, visitato 356 volte)

Dove stanno tutti? Dove diavolo sono finiti? Nessuno, non c’è più nessuno, tutti nascosti dentro qualche bar o dietro qualche macchina ad aspettare che arrivino momenti migliori… Dove sono finiti quelli che sparlavano di valori di destra? E quelli che gonfiavano il petto gridando “traditori”?

Dove sono finiti quelli che ogni anno mettono il loro simbolo sotto le facce di Falcone e Borsellino? E dove sono finiti, anche, quelli della destra “legge e ordine”? E quelli della tolleranza zero? Dove sono finiti? Dove diavolo sono finiti quelli che stanno sempre dalla parte delle forze dell’ordine, quelli che la sicurezza è tutto, quelli che la lotta alla mafia… Nessuno: tutti zitti, tutti in silenzio.

Ma come? E i vostri sacri e inviolabili valori dove sono finiti? Ve li siete persi per strada? La parole roboanti, i discorsi duri e puri.

Dove è finita la vostra destra? Dove sono finiti “Dio patria e famiglia”? E la moralità? E il rispetto delle regole? E la tradizione? E l’eroismo? Dove è finita la vostra intransigenza? La vostra severità? Era solo retorica? Era solo una parola per riempire qualche manifesto e qualche striscione? Cosa direbbero i vostri eroi di questo silenzio? Ve lo siete chiesto?

Cosa direbbero oggi Falcone e Borsellino sulle intercettazioni? O sulle varie cricche che stanno infestando la politica italiana?

E di “Mangano eroe”, cosa direbbero “Giovanni e Paolo”?

Chiedetevelo prima di mettere ancora le loro facce sui vostri manifesti. E chiedetevi anche chi sono i veri traditori: se sono quelli che guardano al futuro e alla società senza fare comizi ma al momento giusto sanno da che parte stare, sanno capire le differenze essenziali; o se sono quelli che per tutta la vita si riempiono la bocca di valori che poi, quando i nodi vengono al pettine, fanno finta di non sapere più cosa siano…

Fanno finta di non essere coinvolti: e si nascondono dentro un bar o dietro una macchina…

Magari per fare capolino subito dopo e ricominciare a fare le stesse prediche di prima.

Quando le parole non servono più


di Filippo Rossi Fondazione "Farefuturo"

 
Di Rino Pruiti (del 08/05/2010 - 10:26:52, in POLITICA, visitato 373 volte)
Di Guido Morano - Di fronte a quanto sta accadendo alla maggioranza raccolta intorno al Sindaco Cereda, l’ennesima sostituzione di un assessore, e ricordando quanto sia stato travagliato, sin dall’inizio, il suo percorso politico, personalmente mi piacerebbe porre ai tutti cittadini indistintamente, ai nostri elettori ma soprattutto a quelli di destra, questa domanda: è in grado questo Centrodestra, che ha pensato più alle sue beghe interne che ai problemi di Buccinasco, scontrandosi accanitamente quasi su tutto, di garantire un governo, non dico buono o cattivo, dico solo un governo, capace di gestire uno sviluppo urbanistico e sociale di Buccinasco diciamo equilibrato?

Il dubbio che questo sia possibile è forte in noi della sinistra, ma credo lo sia anche per quelli di destra, sia guardando l’attuale scenario, sia ricordando i non lontani precedenti.

Mi riferisco in particolare alle precedenti Giunte di Centrodestra con Lanati Sindaco, travagliate almeno quanto questa, ma che hanno retto per una legislatura e mezzo circa, grazie alla personalità e all’abilità del Sindaco e che hanno saputo sicuramente dare una precisa connotazione alla crescita a Buccinasco.

Ora poiché i protagonisti della fine di quella vicenda (la caduta di Lanati) sono proprio gli stessi che sono determinanti in questa crisi, si può con un buon grado di approssimazione fare previsioni su come finirà anche in questo caso.

Dicevo dell’abilità di Lanati ma va anche ricordata la natura molto diversa del gruppo di Forza Italia di allora, rispetto all’insieme, diciamo eterogeneo, dell’attuale gruppo del PdL. In quel gruppo c’erano cittadini interessati alla cosa pubblica e solo a quella, che credevano fosse arrivato il momento di un cambiamento della politica. Alcuni di essi tentarono di fare argine alle sempre più pressanti richieste provenienti dal gruppo raccolto intorno a CL e a quello raccolto intorno al consigliere Iocca.

Alla fine Lanati fu cacciato e per molti di quei consiglieri e iscritti della prima ora al partito di Berlusconi, il sogno di “una nuova politica “ svanì e fu per molti naturale il ritorno alla vita privata. Per alcuni e segnatamente per Lanati, rimase credo, la necessità di non disperdere quanto di buono era stato fatto in quella esperienza e soprattutto di non consegnarne l’eredità a chi quel progetto aveva contribuito a far fallire. Ed è su quella esigenza che nacque credo la Lista Lanati, la scommessa coraggiosa di imbarcarsi col Centrosinistra e, svanita con molta delusione anche questa, di ritentare con il Centrodestra.

Quanto sta avvenendo oggi credo sia per questa parte di cittadini l’ennesima scommessa perduta: questa destra, raccolta in malo modo intorno a Cereda, a cui era stato assegnato il compito di tentare di costruire una diversa pratica di governare, ha fallito perché non ha lo spessore e le capacità oltre che la dirittura morale, per guidare Buccinasco.

E allora, che fare? Sicuramente prepararsi alle elezioni, non alla naturale scadenza, ma presto, forse molto presto. Certo per noi, “parrucconi della sinistra”, come ci ha definito in Consiglio Iocca, è relativamente semplice. Si tratta di costruire un’alternativa raccogliendo le forze disperse del Centro Sinistra, facendo appello ai molti scontenti delle scelte di Cereda intorno ai temi della legalità, dell’urbanistica, dei trasporti e così via. Destinati alla sconfitta? Forse, visti gli ultimi risultati elettorali ma certo l’impegno e la volontà di crederci non mancheranno.

Ma voi, voi elettori di destra, che credete nel PDL e pensate che possa ancora essere utile a risolvere i guai dell’Italia, voi che farete qui a Buccinasco? Tornerete in massa a votare gli stessi che oggi tengono in scacco la nostra città, magari un candidato sindacato scelto tra i molti cacciati da Cereda o tra quelli che hanno cacciato Lanati, facendo finta di niente su come questo Centrodestra ha governato il vostro territorio, pensando che “il problema non ci tocca”, che tutto è meglio degli odiati “comunisti”?

Possibile che non ci sia, tra questi cittadini, chi crede sia possibile che anche la destra esprima una classe dirigente e una politica nuova, che parta dagli interessi dei cittadini, che risolva in modo efficiente e per il bene di tutti i problemi concreti, che possa dialogare con noi della “sinistra” senza arroganza, senza presunzione e senza quei vecchi pregiudizi che ormai non sono più nemmeno buoni per la propaganda elettorale?

È possibile, cari elettori di destra, qui a Buccinasco, dimenticare per un po’ il berlusconismo e l’antiberlusconismo e provare a ragionare insieme sui problemi di Buccinasco?

Personalmente mi sono già cimentato: ho fatto opposizione dura a Lanati per otto anni, ma ne sono stato anche partner in Giunta, discutendo su tutto e trovando consenso su molto. Io spero che altri, a destra ma anche a sinistra siano ancora disponibili a cimentarsi.

FONTE: www.pdbuccinasco.it
 
Di prunas (del 03/05/2010 - 11:55:59, in POLITICA, visitato 453 volte)

[Gazzetta del Sud Milano] BUCCINASCO - Buccinasco come Roma? Cereda come Berlusconi? All'ultimo Consiglio comunale è andato in scena uno spettacolo di contrasti che hanno richiamato le divergenze nazionali all'interno del Pdl. Tre ore di discussione e nessun punto all'ordine del giorno approvato.

Si è discusso solo della proposta di ritiro del punto relativo al cambiamento della convenzione del piano integrato di intervento «Guido Rossa». «Il sindaco - ha spiegato il consigliere di opposizione Rino Pruiti - proponeva il cambiamento della convenzione trasformando gli attuali 31 appartamenti rimasti ad affitto moderato in edilizia convenzionata, voleva concedere alla cooperativa la possibilità di venderli a 2.177 euro al metro quadrato.

Come opposizione, abbiamo chiesto il ritiro del punto per articolare meglio il cambiamento della convenzione prevedendo un mix di edilizia convenzionata, canone sociale e affitto moderato. Questo per dare una risposta immediata alle 120 famiglie in lista d'attesa per avere un alloggio a canone sociale. Abbiamo anche detto che siamo disponibili a collaborare per realizzare un serio Piano casa condiviso, così come siamo disponibili a dare le nostre indicazioni per il nuovo Pgt».

«Anche a Buccinasco - ha commentato il sindaco Loris Cereda - è andato in scena uno dei vizi capitali del Pdl: la capacità di esasperare le posizioni ancorchè di minoranza. Come Berlusconi a livello nazionale, io in qualità di sindaco e di leader politico del centrodestra, ho intenzione di fare lo stesso. Infatti, i diversi punti di vista sono un utile contributo all'azione di governo nel momento in cui apportano idee costruttive e si mantengono nei limiti della lealtà. I cittadini ci chiedono solo tre cose: fare, fare e fare. Io continuerò a portare avanti con coerenza e impegno il mandato conferitomi, chi rema contro però sappia che dovrà farlo davanti a tutti»

Articolo pubblicato il 26/04/10 Gazzetta del Sud Milano
 

 

Come abbiamo visto il dato più importante delle ultime regionali è stata l'astensione dal voto, in molte parti del paese ha votato meno della metà degli aventi diritto. I comuni del sud-ovest Milano non hanno fatto eccezione, anche la dove si votava per le comunali. In pratica circa il 35% degli elettori e rimasto a casa, senza contare le schede nulle e bianche.

Mi interessava capire le motivazioni di questi elettori.

Prego...

 
Di Rino Pruiti (del 20/03/2010 - 14:44:34, in POLITICA, visitato 371 volte)
silvio imperatoredi Giambattista Maiorano - Nulla a che vedere con le favole della nostra fanciullezza. L’idea me l’ha data l’onorevole ministro Sandro Bondi nel corso della trasmissione otto e mezzo di qualche sera fa. In uno slancio di amorosi sensi, confessa all’intervistatrice e comunica agli italiani che lui, il vecchio sindaco toscano dell’agguerrito PCI, si è convertito prima a Forza Italia poi al PDL unicamente per Silvio Berlusconi. La brava Lilly Gruber di rimando chiede cosa farà il nostro uomo nel caso di ritiro dalla vita politica del Presidente del Consiglio.

La risposta, prima timorosa poi molto franca, è di quelle che fanno pensare. Non lo so, dice grosso modo Bondi, credo di fare la stessa fine, mi ritirerò.

Sconcertante per uno che con serafica posa parla al “popolo”, lo sprona all’amore, all’impegno, al civismo. Bello se non fosse tutto da gettare alle ortiche in assenza del capo.

Già il … Capo!

Una volta lo si faceva per Giuseppe il baffone, adesso per Silvio il divino, l’irraggiungibile, l’unto del Signore. Un Signore molto in fondo nella graduatoria dei valori e comunque dopo il capo.

Un Signore che forse manco esiste per cotanto gentil’uomo, ma che, non si sa mai, può venir buono a convincere qualche vecchietta che lo ripaga anche di qualche ave Maria.

Sta a vedere che, da mio padre in poi, in tanti mi hanno preso per i fondelli. Tutti mi dicevano che ci si impegna perché è un dovere civico, perché è giusto partecipare alla costruzione della città, perché è doveroso realizzare il bene comune, perché … Cose in fondo che ogni tanto sento ripete anche all’onorevole Bondi e persino dal suo capo. Scopro, mio malgrado che no, sono balle, tutte balle. Anima e corpo, cuore e cervello devono battere per LUI, il divino.

Ci si impegna insomma in tanto in quanto SILVIO c’è.

Cos’è questa se non la traduzione contemporanea del culto della personalità? Vale ancora, almeno per i credenti, il “non avrai altro Dio fuori di me?” Il culto della personalità è un fenomeno umano che è stato è sempre sarà perché ha il suo fondamento in una condizione psicologica ed esistenziale che è eterna: un io smarrito, confuso, fragile, impotente proietta su un altro il proprio delirio di onnipotenza e nell’adorarlo partecipa dell’onnipotenza dell’altro; non accetterà mai il minimo dubbio sulla potenza redentrice dell’altro perché per lui sarebbe come privarsi della spina dorsale, ripiombare nell’impotenza.

Mi torna alla mente il periodo 1968/1972. Ero allora impiegato presso l’ufficio ragioneria dell’Università Statale. Tempi duri quelli. La contestazione era in pieno svolgimento. Un giorno sì e l’altro pure all’interno del chiostro del Filarete e fuori in via Festa del Perdono, i seguaci dei vari movimenti, da quello studentesco di Capanna, Toscano, Cafiero e Liverani a Potere Operaio, a Lotta Continua, ai Marxisti Leninisti, non facevano altro che issare i loro cartelli con le gigantografie di Lenin, Stalin, Mao, Ho Ci Min, tutti invocati come divinità in terra e tutti ritenuti gli indispensabili salvatori delle derelitte masse popolari.

Per molti anni e ancora oggi, poche di quelle masse hanno fatto passi avanti. Gli dei protettori sono stati in gran parte dimenticati in polverose ed addormentate biblioteche. Dei vivaci sostenitori, una parte consistente, eccetto qualche raro esempio di tardo rivoluzionario in letargo, ha trovato rifugio in comode responsabilità borghesi e, da buoni intellettuali, nelle redazioni di giornali e TV in servizio permanente effettivo sotto l’ampia coperta protettiva del dio Silvio.

Il nostro bravo ministro è parte di questo stuolo? Nel ’68 era ancora poco più che un bambino, frequentava le scuole elementari. Ma, vista la sua successiva formazione e l’immediato successo politico all’ombra del centralismo democratico, sono costretto a pensare che il cambio di passo è stato come un gioco di prestigio. È solo cambiato il segno: da sinistra sinistra a destra destra e il gioco è fatto.

Tutti allineati e coperti come un solo uomo: evviva Silvio e meno male che Silvio c’è! Enorme è la sua forza di convincimento. È così forte Silvio da essere riuscito a fare diventare cultura la privazione delle intelligenze trapiantando nei suoi e in tanti italiani che amano nutrirsi delle sue mirabolanti parabole esclusivamente la sua. Diffusione del pensiero unico insomma. Tutti a guardarlo con occhi sbarrati e bocca a mezz’asta: un uomo da toccare, invidiare, imitare, un portento senza eguali.

Non mi resta che sperare nei vecchi saggi: chi troppo in alto va, cade precipitevolissimevolmente; un tempo che non si misura in giorni e forse neanche in anni, ma prima o poi, piuttosto prima che poi, non potrà che esserci il ritorno alla cruda realtà.
 
Di Rino Pruiti (del 29/07/2009 - 07:43:59, in POLITICA, visitato 1063 volte)

Il giornalino della Lega Nord di Buccinasco MI[di David Arboit] La Lega fa sentire la sua voce a Buccinasco con El Giornalin de Buccinasc, un foglio che è in distribuzione in tutte le caselle della città (clicca qui). Obbiettivo di questa pubblicazione è dire forte e chiaro che la Lega Lombarda non sostiene Loris Cereda e la Maggioranza che governa Buccinasco.

Registrata la posizione della Lega sorge spontanea la domanda: quanti cittadini di Buccinasco sostengono Loris Cereda? Proviamo a fare il conto anche tenendo presenti i numeri delle recenti elezioni europee.

La Lista Lanati è stata estromessa tempo fa. Due Consiglieri sono usciti da AN e hanno creato dal nulla Alleanza Cittadina (gli elettori che li hanno votati sono tutti d'accordo?). L’UDC, che ha votato Cereda, è stata presa a pesci in faccia da Loris proprio come la Lega, ma non ha battuto ciglio, anche se di recente ha lasciato una specie di libertà di coscienza nel ballottaggio per la Provincia di Milano.

È evidente allora che Cereda non è più il legale rappresentate dei cittadini di Buccinasco, ha il sostegno di molto meno del 50% dei cittadini di Buccinasco. Il nostro non ha capacità di coinvolgere, di integrare e anzi sembra evidentemente più portato per disintegrare.

Sappiamo bene che far presente a lui e alla sua maggioranza questa evidenza non lo indurrà e tirare le dovute conseguenze perché anche lui, il non politico, l’uomo nuovo della politica di Buccinasco, ha il sedere incollato con l’Attack alla sedia.

Comunque, nelle prossime sedute di Consiglio comunale chi vuole potrà tranquillamente togliersi la soddisfazione di fargli presente che il suo 56% di consensi, quello di cui continuamente si vanta e che continuamente sbatte in faccia a chi osa contraddirlo e criticare le sue pessime iniziative politiche, non c’è più, si è squagliato.


via: www.pdbuccinasco.it

 
Di Rino Pruiti (del 23/07/2009 - 15:58:05, in POLITICA, visitato 1153 volte)

BUCCINASCO - La Lega "ascolta i cittadini" di Buccinasco e ne escono quattro pagine infuocate. Con "El Giornalin di Bucinasc", in distribuzione in queste ore in tutte le caselle della cittadina, la sezione sudovest della Lega Nord prende ufficialmente le distanze dal sindaco Loris Cereda (Pdl) e dalla sua giunta. Non si tratta di politichese. La Lega, come al solito, parla come mangia. E non le manda a dire neppure all'uomo che con la sua coalizione (della quale nel frattempo ha perso per strada dei pezzi) è riuscito a strappare Buccinasco al centrosinistra...

leggi tutto clicca QUI

 
Di Rino Pruiti (del 18/07/2009 - 09:49:44, in POLITICA, visitato 477 volte)
Beppe GrilloLa questione morale nei partiti dovrebbe iniziare dalla coerenza tra le cose che si pensano, quelle che si dicono e le persone che si sostengono. Leggendo l’intervista a Grillo…
Il «Giornale» dice che ha lanciato addirittura un’Opa ostile per conto di Di Pietro. «Io? Per conto di Tonino? Ma dai… Per dire che uno è ostile devi vedere il suo programma. Il mio programma qual è? L’acqua pubblica, le energie rinnovabili, la mobilità, il Wi-Fi gratuito, la raccolta differenziata… Questa, per loro, è l’ostilità. Perché il loro programma sono le discariche, il cemento, l’acqua privatizzata, gli inceneritori che fanno venire il cancro…».
(…)

allora perché lei non ha investito sull’Italia dei valori, invece che sul Pd?

«Il partito di Di Pietro insiste sulla figura di Di Pietro…».

Insomma: lei ha votato lui?
«Sì. È sempre stato con noi, fin dalla nostra nascita, condividendo i nostri obiettivi».

Allora perché il Pd?
«È il secondo partito del Paese. Ma è guidato da fossili che non danno risposte su niente. Vogliono l’acqua pubblica o quella privatizzata? La raccolta differenziata o gli inceneritori? Il nucleare o l’energia rinnovabile? Rispondano. Io mi rivolgo ai giovani che sono dentro il Pd. Sono loro che devono impossessarsi del partito. Sono stato alla fiera di Verona del “solare”, la più grande d’Europa dopo Monaco. Fantastica. Non c’era un politico. Erano tutti a inaugurare l’inceneritore di Acerra. Roba vecchia».

… mi sono chiesto se è morale o a-morale il sostegno di Beppe Grillo all’Italia dei Valori.

Per capirlo mi piacerebbe che il noto fustigatore, comico e politico italiano rispondesse a queste cinque semplici domande:
  1. Inceneritori: in campagna elettorale nel 2006 Di Pietro si schierò contro gli inceneritori senza se e senza ma. Due anni dopo, nel gennaio 2008, invece, ha dichiarato: “Avremmo potuto avere termovalorizzatori efficienti ed efficaci già da molti anni se non ci fossero stati ostacoli in nome di uno pseudoambientalismo”. Lei è d’accordo con il primo o con il secondo Di Pietro?

  2. Energia pulita: Di Pietro Ministro si oppose con tutte le sue forze alla costruzione di un “Parco eolico” al largo (5 Km) della costa molisana. La centrale avrebbe prodotto energia pulita per 125.000 persone. La Valutazione di Impatto ambientale non era ancora stata fatta ma Di Pietro era già contrario. Ha fatto bene Di Pietro, secondo lei, a opporsi all’energia eolica nella sua regione?

  3. Mobilità e Ponte sullo Stretto: Di Pietro difese tutte le “grandi opere” della Legge obiettivo di Lunardi-Berlusconi. A parole tagliando solo il Ponte sullo stretto di Messina, nei fatti salvando in Parlamento la società pubblica per il Ponte, tanto da meritarsi il ringraziamento di Totò Cuffaro: “Un uomo d’onore”. L’idea della mobilità di Beppe Grillo è la stessa di Antonio Di Pietro? “Se adesso l’opera è stata riavviata facilmente dal Governo di centrodestra lo dobbiamo all’ex ministro di Pietro” (Monica Frassoni).

  4. Due mandati parlamentari: Ha condiviso la politica di Di Pietro di candidare numerosi parlamentari del PD che non avevano trovato posto nelle liste del loro partito nonostante avessero già fatto due, e più, mandati parlamentari?

  5. Moralità e rispetto del mandato ricevuto dai “datori di lavoro”: Cosa ne pensa dei parlamentari Sergio De Gregorio, Valerio Carrara e del cognato Gabriele Cimadoro (tutti eletti in Parlamento con l’Italia dei Valori)?

Per quale ragione, dunque, lei appoggia e vota Antonio Di Pietro?
 
 
 
Di Rino Pruiti (del 23/06/2009 - 10:16:34, in POLITICA, visitato 661 volte)

I risultati di queste ore confermano quel che dico da tempo, cioè che Berlusconi e questa destra sono tutt’altro che imbattibili. I risultati dei ballottaggi indicano l’evidente difficolta’ dei rapporti tra il premier e l’opinione pubblica e che il centrosinistra, quando unito, e’ ancora maggioranza nel paese.

Mi  auguro che Franceschini e l’intero gruppo dirigente del Pd si facciano una ragione della necessita’ di dar vita da subito ad una nuova e diversa coalizione di centrosinistra che si candidi credibilmente a guidare il paese, archiviando definitivamente ogni velleità di auto-sufficienza politica.

Brucia la sconfitta di misura in Provincia di Milano, Penati meritava di governare altri 5 anni, anche se rispetto a 15 giorni fa il recupero delle forze progressiste è stato notevole, segno che quando si parla finalmente di politica, di persone e di programmi concreti il confronto si può gestire e forse vincere.

 
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