\\ Home : Articolo : Stampa
20° Anniversario omicidio agente della polizia Antonio Agostino
Di Rino Pruiti (del 05/08/2009 - 10:08:35, in legalità, visitato 579 volte)

Il padre di Antonio Agostino Oggi ricorre il 20° anniversario dell'uccisione dell'agente di polizia Antonio Agostino e della moglie Ida Castellucci, che era in attesa di un bimbo. L'agguato mortale avvenne a Villagrazia di Carini, alle porte di Palermo, il 5 agosto del 1989. Da quel giorno il padre del poliziotto, Vincenzo Agostino, non ha piu' tagliato la barba. Le indagini sull'omicidio dell'agente, vicino ai servizi segreti, non hanno ancora portato ad alcun risultato. Infatti non sono stati individuati i colpevoli.

Un ex poliziotto, oggi in pensione, e' indagato per favoreggiamento aggravato e continuato a Cosa nostra. Nuovi documenti rinvenuti negli archivi della Squadra mobile, che attesterebbero l'attivita' antimafia del poliziotto tra le fila dei servizi segreti, attivita' sempre negata dal Sismi, sono coperti dal segreto istruttorio.

In seguito a questi nuovi documenti le indagini hanno avuto una parziale riapertura ma la decisione di apporre all'inchiesta il segreto di Stato rende di fatto difficili ulteriori attivita' inquirenti. Sulla vicenda interviene Sonia Alfano, che presiede l'Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia: "A 20 anni dalla morte dell'agente Nino Agostino con la moglie Ida, incinta di 5 mesi, non e' ancora stato tolto il sigillo della vergogna - dice - apposto alle indagini sulla loro morte, il segreto di Stato.

Enzo ed Augusta Agostino genitori dell'agente ucciso da anni urlano a gran voce la propria disperazione senza trovare ascolto. I genitori dell'agente trucidato a Villagrazia di Carini il 5 agosto del 1989, insieme a tutti noi familiari, chiedono soltanto che venga fatta giustizia. Un diritto sacrosanto per un cittadino di uno stato democratico che pero', alla famiglia Agostino, viene costantemente negato tramite l'apposizione del segreto di stato.

Cos'e' che si vuole coprire? Perche' scoprire la verita' sul delitto dell'agente cosi pericoloso? Secretare le indagini e' un gesto che indica il voler coprire i criminali che, con ogni probabilita', ricoprono ancora cariche istituzionali impedendo che la famiglia Agostino ed il popolo italiano possano avere giustizia. Siamo felici - aggiunge Sonia Alfano - per la parziale riapertura delle indagini, per le quali bisogna ringraziare la caparbieta' nell'adempiere al proprio dovere dei pm titolari d'inchiesta, Domenico Gozzo e Nino Di Matteo, ma non possiamo tacere su quel segreto di Stato che rendera' difficile, se non impossibile, il lavoro degli inquirenti.

Siamo e saremo sempre vicini alla famiglia Agostino in questa dura e dolorosa battaglia. Il loro dolore - conclude Sonia Alfano - e' anche il nostro".