BUCCINASCO: DICIAMO NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA PUBBLICA - Rino Pruiti, Assago Buccinasco Corsico Rozzano

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BUCCINASCO: DICIAMO NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA PUBBLICA
Di Rino Pruiti (del 02/04/2010 - 10:38:18, in Acqua, visitato 769 volte)
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In data 19 novembre 2009 il governo, ponendo la fiducia, ha approvato il decreto Ronchi che all'art 23bis obbliga la messa a gara della gestione del servizio idrico integrato. Per abrogare questa violenza fatta a tutti i cittadini, il Forum italiano dei movimenti per l'acqua e numerosissime altre realtà associative, hanno deciso di indire un referendum. I quesiti sono stati presentati alla Corte costituzionale il 31 marzo e il 24 aprile partirà su tutto il territorio nazionale la raccolta delle firme (clicca QUI link esterno).

Ho già dato la mia disponibilità, per l'autentica delle firme, ai promotori del referendum (Clicca QUI link esterno).

Contemporaneamente, questa mattina, ho protocollato un ordine del giorno per il prossimo Consiglio comunale di Buccinasco. In pratica chiederò al Consiglio di esprimersi nel merito (votando) e di inserire nello Statuto (in via di stesura nella commissione preposta) una chiara indicazione a tutela della nostra acqua.

Di seguito il testo dell'ordine del giorno:

COMUNE DI BUCCINASCO Provincia di Milano
ORDINE DEL GIORNO DEL CONSIGLIO COMUNALE

IL CONSIGLIO COMUNALE DI BUCCINASCO, PREMESSO CHE,

- a partire dalla promulgazione della Carta Europea dell'Acqua (1968) si è affermata non solo la concezione dell'Acqua come “bene comune” per eccellenza, ma anche del suo uso come diritto fondamentale dell'uomo;

- il Codice dell'Ambiente approvato con Decreto Legislativo n°152 del 3/4/2006 all'art.144 afferma: “ … Le acque costituiscono una risorsa che va tutelata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà; qualsiasi loro uso è effettuato salvaguardando le aspettative ed i diritti delle generazioni future...”;

- la gestione del servizio idrico integrato, oltre a rispondere ai principi di efficienza, efficacia ed economicità, deve necessariamente rispondere ai requisiti di accessibilità, universalità e sostenibilità ambientale.

Considerato che:
per quanto sopra detto e al fine di identificare in maniera più compiuta e coerente l'acqua come bene comune pubblico, si propone il seguente ordine del giorno che impegna il Sindaco, la Giunta e l'Amministrazione comunale tutta, a modificare lo Statuto Comunale introducendo il riconoscimento dell'acqua come bene comune pubblico e l'accesso all'acqua come diritto umano fondamentale.

Si dichiara altresì di:
• riconoscere il Diritto umano all'acqua, ossia l'accesso all'acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell'acqua come bene comune pubblico;
• confermare il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà;
• riconoscere che la gestione del servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l'accesso all'acqua a tutti e pari dignità a tutti i cittadini, e quindi va attuata nel rispetto dei criteri enunciati negli art.31 (Consorzi) e art.114 (Aziende speciali ed istituzioni) del d.l. N°267/2000;
• promuovere nel proprio territorio una Cultura di salvaguardia della risorsa idrica attraverso:
- informazione alla cittadinanza sui vari aspetti che riguardano l'acqua sul nostro territorio;
- contrasto all'uso delle acque minerali e promozione dell'acqua dell'acquedotto e della Casa dell'Acqua anche attraverso puntuali pubblicazioni delle analisi chimiche e biologiche;
- sensibilizzazione sul tema del Risparmio idrico con incentivazioni per l'uso dei riduttori di flusso, nonché studi per l'introduzione dell'impianto duale.

IL CONSIGLIO COMUNALE DI BUCCINASCO
vista la proposta di deliberazione posta all’ordine del giorno,

D E L I B E R A
di approvare il testo dell’ordine del giorno come da proposta presentata e di procedere utilizzando la competente Commissione consiliare (Statuto) con lo specifico compito di integrare lo Statuto secondo le indicazioni di cui sopra, in particolare va introdotto il concetto che il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, e quindi la relativa gestione va attuata attraverso gli Artt. 31 e 114 del d.l. n. 267/2000.

Buccinasco, 2 aprile 2010

Rino Pruiti
Consigliere comunale di Buccinasco (MI)
Uniti per Buccinasco (Verdi + Italia dei Valori)
www.rinopruiti.it

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# 1
non sapevo che ci stavano fregando pure l'acqua! Firmerò sicuramente, fatemi sapere se ci saranno dei banchetti a Buccinasco e dove
ciao
Di  maria  (inviato il 02/04/2010 - 13:45:43)
# 2
sono sicuro che questa mozione passerà senza dubbio con i voti unanimi del consiglio comunale.
cordialità
Di  Gaetano Musumeci  (inviato il 02/04/2010 - 17:06:22)
# 3
Sig. Gaetano sei un illuso! I tuoi amici della maggioranza se ne fregano dell'acqua perchè loro bevono champagne
Di  renè  (inviato il 03/04/2010 - 19:45:04)
# 4
Quanta disinformazione e demagogia.
L'ACQUA è E RIMANE UN BENE PUBBLICO, è LA SUA GESTIONE CHE deve passare a concetti di funzionalità, se si vogliono garantire gli interventi necssari ad evitare gli enormi sprechi che portano a disperdere oltre il 40% dell'acqua, a causa delle precarie strutture in essere, soprattutto in diverse Regioni del Sud.

Parlare di privatizzazione delle risorse idroche è quindi una vergognosa menzogna per confondere l'opinione di chi non vuole neppure leggere il contenuto della legge.
Di  comune cittadino  (inviato il 04/04/2010 - 18:34:22)
# 5
Caro comune cittadino, forse (TU) non ti sei letto il decreto Ronchi e i relativi regolamenti che ne stanno derivando. Forse (tu) ti illudi che "il padrone" non voglia prendersi anche la nostra acqua.

Forse (tu) non sai che il Decreto Ronch è:
Una beffa per le autonomie e le identità locali!
In quanto prevede la cessazione di tutte le gestioni in house (pubbliche), a livello nazionale, e
dunque la perdita definitiva dei poteri locali di controllo su un bene essenziale per la vita.
Un provvedimento che porterà all’aumento indiscriminato delle tariffe!
Forse (tu) non sai che non ci sarà nessuna garanzia di un effettivo miglioramento dei servizi, e con il rischio concreto (una sicurezza) di scarsissima trasparenza nei
processi di assegnazione delle commesse (com’è accaduto con la multinazionale Veolia a
Latina).
Un atto che facilita l’ingresso infausto delle multinazionali nella gestione dell’acqua
che arriva nelle nostre case, con inevitabili effetti speculativi!
Sono diversi i casi che attestano che il servizio privato non è migliore né più efficiente di
quello pubblico. In Italia, lo dimostrano chiaramente i 3 casi pilota della “privatizzazione”:
Latina, Arezzo e Agrigento. Non è un caso che a Parigi, dopo decenni di gestione privata, si
sia tornati nel 2008 a una gestione 100% pubblica
Un provvedimento antitetico alla partecipazione dei cittadini per le politiche
sull’acqua, che riduce questo bene a una semplice “merce”!
Le misure previste dal Decreto Ronchi cancellano definitivamente ogni valore intrinseco
(simbolico, spirituale) dell’acqua, quale è stato espresso sin dall’alba dell’umanità in ogni
cultura del nostro pianeta. Il Decreto nega, di fatto, il “diritto all’acqua” nel nostro territorio...

Leggi, studia, documentati rompi le catene della tua ignoranza
Di  Anonimo  (inviato il 04/04/2010 - 19:13:05)
# 6
Secondo questi signori, l'acqua dovrebbe essere gestita da privati, da imprenditori che vendono un prodotto soltanto se ci guadagnano e, chiaramente, darebbero il prodotto-acqua solo a chi lo comprerebbe.

Se andate a comprare un pacchetto di sigarette, pagate e ve lo danno, ma se non pagate non ve lo danno. E se avete sete? Che fate se non avete i soldi? Non bevete? L'acqua e l'aria sono beni pubblici, sono beni dell'umanità e, in quanto tali, non si possono privatizzare. Ci sono beni essenziali nella vita, beni che non possono essere venduti ai privati. Il privato, per definizione, se ci guadagna vende, ma se non ci guadagna non vende. E' come con la banda larga in mano ai privati: in certi Paesi, poiché piccoli, non è vantaggioso portare la banda larga. E questo è un danno incredibile.

E figuriamoci se, in questi stessi Paesi, gli imprenditori si preoccupano di investire! Questi piccoli Paesi non sentono, non vedono e non bevono. Prima di rimanere assetati e morti di democrazia, ribelliamoci.
Di  Anonimo  (inviato il 04/04/2010 - 19:22:08)
# 7
Voglio dare una notizia al comune cittadino, a Buccinasco non siamo al sud tanto è vero che oggi il comune di Latina a preso possesso dell'aquedotto.
infischiandosi del decreto Ronchi.
E se i cervelli che hanno partorito questa porcata, riparassero le dispersini, se ci sono, potrebbero prendere i soldi stanziati x sciare sotto casa.
Di  nico  (inviato il 09/04/2010 - 21:05:27)
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