Italia: Ambientalisti, i NO che bisogna continuare a dire (la verità)
Anche nelle recenti elezioni europee il partito italiano dei Verdi non ha conseguito un risultato positivo e si è avviato ad avere rappresentanza ormai solo a livello amministrativo locale. Perché la rappresentanza ambientalista complessiva al parlamento europeo supera i 50 seggi, ma dall’Italia il contributo è zero ?
E come mai in una città come Stoccarda gli ecologisti sono il primo partito, mentre da noi il contributo “verde” è irrilevante? Dipenderà dagli ambientalisti italiani o dall’opinione pubblica del nostro Paese che mal digerisce le tematiche ambientaliste?
Che gli italiani non siano buoni ambientalisti è noto: i dati ci dicono che si descrivono migliori di come sono, altrimenti come faremo ad avere percentuali risibili di raccolta differenziata, buchi enormi nell’adduzione delle acque potabili e un’energia che si fa ancora con gas, carbone e petrolio? Per non parlare dei 36 milioni di autoveicoli che abbiamo in giro per le nostre strade (molto di più di tutti gli altri paesi europei e perfino degli Stati Uniti, in proporzione). Per non citare un fenomeno come l’abusivismo edilizio, che non esiste in nessun altra nazione sviluppata.
Ma questo non basta. Molti dicono che la disaffezione per l’ecologia politica dipenda dai no che gli ambientalisti italiani hanno più volte detto a tutto: dagli inceneritori all’energia nucleare, dal ponte sullo stretto di Messina agli ogm.
Ma quelle sono oggettivamente domande irricevibili, a cui bisogna rispondere “no” e, anzi, forse di no non ne sono stati detti abbastanza, altrimenti non assisteremmo, per esempio, a un consumo di territorio che non ha paragoni in nessun altra parte del mondo, con 250.000 ettari mangiati ogni anno da asfalto e cemento.
Forse bisogna tornare alla nostra opinione pubblica, che è complessivamente poco informata, priva di basi scientifiche e, in definitiva, poco attenta alle esigenze dell’ambiente, quando non in malafede o protagonista essa stessa di speculazioni.
I Verdi italiani non si sono estinti per via dei troppi no che hanno formulato, anzi, i no di altri ambientalisti europei, a guardar bene, sono ancora più duri (basti considerare i tedeschi). In realtà non hanno più rappresentanza perché erano troppo scomodi e mettevano un’opinione pubblica tendenzialmente attratta solo dai problemi del lavoro di fronte alle proprie responsabilità, oltre che a quelle della classe dirigente che si era scelta.
E a un paese bigotto e poco informato, privo dell’etica protestante, questo non piace. Prova ne sia che mentre i consumatori canadesi hanno boicottato i legni delle foreste tagliate a raso fino a farle proteggere, da noi si continuano a comperare materiali di provenienza incerta e a non scegliere l’ecosostenibilità in nessun campo della vita quotidiana.
Infine, che non ci siano personalità di rilievo nel mondo ambientalista e che molti uomini politici verdi abbiano un calibro effettivamente scarso? Ma davvero?
di Mario Tozzi primo ricercatore Cnr – Igag e conduttore televisivo (su Consumatori, mensile soci COOP)
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Già...Forse dovremmo ripartire dal definire cosa significa essere "ecologista", prima ancora che "Verde". E dovremmo imparare a condividere questo significato, prima di intraprendere o ricostruire qualsiasi percorso politico.
Slobodkin, uno dei più grandi ecologi ( non ecologista) della storia, defini l'ecologia come quella scienza che " si occupa dell'interazione tra gli organismi e tra gli organismi e il loro ambiente nel più ampio senso possibile''. In questa definizione ci sta sicuramente anche la questione dei diritti, se non altro perchè la loro articolazione influisce in modo determinante sulla popolazione più "ingombrante" presente sulla terra: quella umana.
Alex Langer aveva ben chiaro questo concetto.
E, sempre per quanto riguarda la "gestione" della popolazione di Homo sapiens, non possiamo lasciar fuori la questione della legalità; anche in questo caso la violazione delle regole che una comunità si è data crea tensioni sociali sicuramente negative.
Tozzi è un grande! Rino ha ragione... ma sarà dura.
Di
matteo
(inviato il 17/07/2009 - 09:15:08)
Pienamente d'accordo. L'italiano medio spesso non sa che la diffusione dei pannelli solari e' molto piu' ampia in Finlandia che in Italia; che ci sono delle zone a rischio desertificazione potenzialmente fruibili per una grande centrale solare; che gli ogm generano apposta piante sterili perche' il contadino debba richiedere l'anno seguente le sementi alla stessa multinazionale che li vende; che il ponte di Messina e' una pagliacciata inutile come sono assolutamente inutili le centrali nucleari che ci apprestiamo ad accogliere; che la pianura Padana e' una delle zone piu' inquinate del mondo; che il cemento ci sta soffocando e sta riducendo le risorse di questo paese. C'e' ancora tanto da dire e da fare per informare le persone che raccolgono solo i messaggi dei potentati economici. Occorre dare risposte ed alternative valide alle proposte allucinate di una certa casta.
Di
Dino
(inviato il 17/07/2009 - 09:39:58)
Dino è vero, però noi ci dobbiamo sforzare di far capire agli italini che essere ecologisti (ecologia della politica) non vuol dire stare peggio e rinunciare al progresso. Noi verdi vogliamo vivere bene, nessuno vuole tornare al medio-evo. Però la gente è pigra, è insofferente, non è disposta a cambiare facilmente i propri stili di vita.
Analisi perfetta, missione impossibile o comunque molto difficile .. se non altro perchè l'italiota medio è privo, oltre che dell'etica protestante, anche di una normale coscienza civica, di una minima visione del bene comune e di una preparazione media che gli consenta di comprendere ed avere un'opinione al riguardo di tematiche complesse. In un paese profondamente cattolico, nemmeno un Papa teutonico che, a più riprese, ha lanciato appelli per la necessità di agire per la conservazione del Creato, riesce a perforare il muro di gomma del politico e del buon cristiano italiota sulle tematiche ambientali. Così pronto, invece, il politico l'italiota medio, all'ipocrita e opportunistica levata di scudi quando la Chiesa sposta la propria attenzione su altri temi, come l'interruzione della vita, l'accanimento terapeutico, le coppie di fatto, etc. ...
Di
Andrea
(inviato il 17/07/2009 - 11:28:52)
Mi spiego meglio: secondo me, ad esempio, gli Italiani hanno capito che hanno disperato bisogno di energia.
Il premio nobel Carlo Rubbia sta sperimentando il nuovo solare termodinamico ad alta temperatura che garantisce una fonte di energia pulita, perfettamente competitiva, abbondante e sicura. Basta un quadrato di tre chilometri di lato, la lunghezza di una pista di aeroporto, per ottenere la stessa energia di una centrale nucleare.
Allora, che facciamo noi Italiani? Rimuoviamo Rubbia dal suo incarico all'ENEA e gli permettiamo di andare a proseguire i suoi esperimenti in Spagna presso il CIEMAT. Chi, per conto di noi Italiani tutti, ha licenziato Carlo Rubbia? Guarda caso, coloro che hanno stabilito che l'Italia ha bisogno delle centrali nucleari per soddisfare la sua fame di energia.
Bisogna far sapere semplicemente queste cose e che le centrali solari di Rubbia produrranno oltre all'energia anche lavoro, nuove e vecchie professionalita' e quant'altro. Questa e' una risposta a quella schifezza di nucleare propugnata dal nostro governo. L'Italiano medio lo sa? E chi ha fatto in modo che non venisse a saperlo?
Di
Dino
(inviato il 17/07/2009 - 12:24:18)
Per disposizione della Procura di Aosta sono state sequestrate diecimila tonnellate di pellet Naturkraft, dopo che alcune confezioni sono risultate contaminate dall'isotopo radioattivo Cesio 137. IL sequestro è avvenuto in 29 province di tutte le zone d'Italia.
10 000 tonnellate non sono noccioline, ma bensì una quantità pari all'1% del consumo italiano (1 milione di tonnellate). Il pellet contaminato proviene dalla Lituania. Importatore esclusivo per l'Italia è una ditta di Varese che ha iniziato le importazioni nell'ottobre 2008.
Se a metà giugno sono rimaste 10 000 tonnellate di pellet lituano nei magazzini, quante ne sono state bruciate in tutto l'inverno in Italia? Sarebbe bene saperlo, ma nessuno al momento lo dice. Circa 350 000 tonnellate vengono importate, soprattutto dal nord e dall'est Europa. Il pellet lituano potrebbe rappresentarne quindi una discreta fetta.
Sono stati usati davvero alberi contaminati di Chernobyl? Tracce di Cesio 137, prodotto della fissione nucleare, sono state trovate in alberi di tutta Europa fino a 6-7 anni dopo l'incidente nucleare. Ora però si trovano solo in luoghi altamente contaminati.
La Naturkraft che produce il pellet, ha la missione di "produrre beni environmentally friendly che aiutino i clienti a proteggere l'ambiente e a ridurre lo spreco industriale". Speriamo che non parlassero anche dello spreco nucleare...
Di
Luca
(inviato il 17/07/2009 - 14:11:23)
L'Italia non ha un ne un programma nucleare ne un progetto nucleare. Se oggi devessimo dare il via alla costruzione di una centrale non sapremmo da che parte cominciare. E allora? Si compera a scatola chiusa! Da chi? Dai produttori che si sono visti bloccare negli USA i loro impianti obsoleti. Tutto questo suona come una imposizione al nostro governo. Obama Barack finge di ritenerlo credibile ed in cambio ci rifila il pacco
Di
Gaetano
(inviato il 18/07/2009 - 07:45:35)
Matteo, tutto è riconducibile, appunto, all'esistenza dell'uomo. In un eco-sistema compromesso bisogna ritrovare un minimo di equilibrio sostenibile.
Tu mangi i cadaveri degli animali per nutrirti? Se si perchè? Li rispetti solo quando fa comodo?
Secondo me perchè sei relativista e snob, fa fico dichiararsi tristi per gli animaletti.
Ti scandalizzi per la sofferenza delle acquile ma non fai nulla per gli oltre 2000 essere umani che MUOIONO TUTTI GLI ANNI IN PROVINCIA DI MILANO per le polveri sottili e lo smog?
Muoiono perchè continuiamo a bruciare petrolio e rifiuti, perchè continuiamo a violentare la natura.
La causa della maggior parte delle estinzioni animali e vegetali è dovuta all'utilizzo del petrolio come fonte energetica, nonchè alla cementificazione e allo sfruttamento selvaggio del territorio.
In effetti tu non sei superiore, tu sei uno che scrive commenti sui blog per sentirsi bene con la sua coscienza.
Quelli come malocco sono capaci di fare i numeri per un povero pulcino indifeso... poi magari son contenti quando rimandiamo in libia i poveri cristi che vanno incontro a morte sicura, questa è l'italia di oggi... rino guarda avanti e non ti curar di loro
Di
Mariotto
(inviato il 18/07/2009 - 10:10:42)
A prescindere da dove e come le centrali vengono realizzate. E’ l’ambientalismo peggiore, quello del no, quello che ogni volta consegna armi e munizioni agli avversari. E’ l’ambientalismo di Di Pietro e Pecoraro Scanio. Insieme. E proprio perchè molti di quegli ambientalisti sono degli amici, non li vorrei più vedere insieme a Di Pietro e a Pecoraro Scanio.
L’eolico è una risorsa tanto più importante quanto più crediamo nelle energie rinnovabili e pulite.
Certo, bisogna fare le cose bene: evitare le torri lungo le rotte di passaggio dei migratori e nei luoghi di maggior valore paesaggistico. Si dica dove non devono essere costruite. Vento libero nel resto del paese.
Di
un amica
(inviato il 18/07/2009 - 10:39:03)
incredibile.... non ho postato in questo 3D e vengo tirato in ballo...
Di
malocco
(inviato il 18/07/2009 - 11:20:09)
Matteo è colpa mia, stavo pulendo la casa e ho postato un commento nel post sbagliato... gli altri mi hanno seguito.
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